Alopecia androgenetica: cos’è e come si cura

Non appena si nota un capello che giace sul cuscino, il nostro stato d’animo subito cambia. Riflettendo su ciò che la biologia ci insegna, potremmo affermare che i capelli sono privi di scopo funzionale e quindi che potremmo vivere tranquillamente senza di loro. Tuttavia, l’affannosa ricerca di terapie pronte a tamponare quella prima caduta di capelli sul cuscino ci fa capire subito che le cose non stanno esattamente così!

Ma quando dovremmo effettivamente iniziare e preoccuparci per la caduta dei nostri capelli? Quali sono le cure disponibili? Approfondiamo insieme l’argomento.

Il ciclo vitale dei capelli

La velocità di crescita dei capelli è uguale sia nell’uomo che nella donna, ma ciò che rende diverso il loro processo è il ricambio: nell’uomo avviene a velocità doppia o tripla rispetto a quella della donna. Qual è il ciclo vitale dei capelli? In ogni individuo, indistintamente dal sesso, i capelli percorrono un ciclo di vita composto da tre fasi:

  1. Fase Anagen (riconosciuta come fase attiva) in cui si ricostituiscono tutti gli annessi ed in cui il pelo può maggiormente essere esposto a traumatismi.
  2. Fase Catagen (fase di involuzione) in cui il pelo tende a spostarsi gradualmente verso l’epidermide, generando una variazione del bulbo.
  3. Fase Telogen (fase terminale) il bulbo tende a scomparire del tutto ed il pelo cade. Una caduta fino a 100-150 capelli al giorno non deve spaventare, è fisiologica.

Quando si parla di calvizie o alopecia androgenetica

Quando il numero e la densità dei capelli caduti varia in maniera considerevole, allora parliamo di alopecia. Esistono varie forme di alopecia, ma quella che maggiormente si manifesta con la senescenza è riconosciuta come alopecia androgenetica: colpisce il 70% degli uomini dopo i 30 anni e tende a coinvolgere le zona fronte-occipitale ed il vertice. Le calvizie androgenetiche possono essere suddivise in due categorie:

  • Calvizie Androgenetica ad evoluzione lenta: inizia a 28-30 anni ed ha un progredire lento, che di solito non desta grosse preoccupazioni
  • Calvizie Androgenetica ad evoluzione rapida: inizia a 19-20 anni e progredisce velocemente, completandosi del tutto a 30 anni.

Le cure per la calvizie androgenetica

In molti casi basta intervenire con una giusta terapia medica finché il ciclo vitale dei capelli non raggiunge la sua fase terminale, ma in moltissimi altri casi è necessario intervenire con la terapia chirurgica. Nelle tecniche chirurgiche si interviene con l’autotrapianto, quindi il paziente si “autodona” i follicoli dalla propria zona occipitale (nuca), che non è normalmente interessata dall’alopecia androgenetica.

Prima di trapiantare i capelli, questi vengono prelevati attraverso una delle due tecniche più raccomandate: FUE e FUT. La tecnica FUE (Follicular Unit Extraction), anche detta impropriamente “trapianto monobulbare”, è una tecnica che consiste nel prelievo diretto delle unità follicolari. Con questa metodologia è possibile evitare l’antiestetica cicatrice che caratterizza la vecchia tecnica FUT. La scelta di una tecnica rispetto ad un’altra per ottenere risultati ottimali dipende sì dal paziente, ma soprattutto dal tipo di capello.

In ogni caso, dal momento che i capelli trapiantati mantengono le stesse caratteristiche anche dopo essere stati reinnestati nella zona ricevente, è chiaro che le qualità della zona donatrice, quali densità, colore, consistenza del capello, andranno ad influenzare notevolmente il risultato finale del trapianto.

Dr. Donato Zizi

Dr. Donato Zizi

Medico Chirurgo con oltre 25 anni di esperienza in Medicina e Chirurgia Estetica. Specialista nel Trapianto Capelli con tecnica FUE. Imprenditore. Musicista.

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