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Caduta dei capelli: quando preoccuparsi?

Caduta dei capelli: quando preoccuparsi?

La caduta dei capelli è un fenomeno naturale che accompagna il normale ciclo di vita del capello. Ogni giorno perdiamo fisiologicamente decine di capelli, che vengono sostituiti da nuovi elementi in crescita. Tuttavia, quando la perdita diventa più abbondante del normale o si accompagna a un progressivo diradamento della chioma, è naturale chiedersi: caduta dei capelli, quando preoccuparsi?

La risposta non dipende soltanto dal numero di capelli persi, ma soprattutto da come cadono, da quanto tempo il fenomeno persiste e dagli eventuali cambiamenti nell’aspetto della chioma. Riconoscere i primi segnali permette infatti di intervenire quando molti follicoli sono ancora vitali, aumentando le possibilità di rallentare la caduta e preservare il patrimonio capillare.

Quanti capelli è normale perdere ogni giorno?

In condizioni fisiologiche è considerato normale perdere tra 50 e 100 capelli al giorno. Può sembrare un numero elevato, ma bisogna ricordare che ogni capello attraversa un ciclo composto da tre fasi:

  • fase anagen, durante la quale cresce;
  • fase catagen, una breve fase di transizione;
  • fase telogen, al termine della quale il capello cade per lasciare spazio a uno nuovo.

Anche alcuni periodi dell’anno, in particolare l’autunno e, in misura minore, la primavera, possono essere caratterizzati da una caduta stagionale dei capelli, generalmente transitoria e destinata a risolversi spontaneamente nel giro di poche settimane.

Per questo motivo, trovare qualche capello sul cuscino, nella doccia o sulla spazzola non deve destare particolare preoccupazione.

Caduta capelli: quando preoccuparsi davvero?

Più che il numero assoluto di capelli persi, è importante osservare l’evoluzione della situazione nel tempo. È consigliabile richiedere una visita tricologica quando la caduta continua per diversi mesi oppure quando si iniziano a notare cambiamenti evidenti nella densità della chioma. I principali segnali da non sottovalutare sono:

  • una quantità di capelli persi nettamente superiore al normale durante il lavaggio o la pettinatura;
  • una progressiva riduzione del volume dei capelli;
  • un assottigliamento dei capelli, che diventano via via più fini e fragili;
  • un diradamento localizzato o diffuso;
  • un progressivo arretramento dell’attaccatura;
  • un allargamento della scriminatura centrale, particolarmente frequente nella donna;
  • aree del cuoio capelluto sempre più visibili.

Nella maggior parte dei casi questi segnali indicano che i follicoli stanno andando incontro a un processo di miniaturizzazione: continuano cioè a produrre capelli, ma sempre più sottili e deboli, fino a poter interrompere completamente la loro attività. È proprio in questa fase che intervenire precocemente può fare la differenza.

Perché i capelli cadono?

Le cause della perdita di capelli sono numerose e spesso coesistono tra loro. Una valutazione specialistica è importante proprio perché non esiste una terapia valida per tutti.

Tra le cause più frequenti troviamo l’alopecia androgenetica, la forma più comune di calvizie sia nell’uomo sia nella donna, determinata dalla predisposizione genetica e dall’azione degli ormoni androgeni sui follicoli piliferi.

Molto comuni sono anche le cadute legate a periodi di forte stress psicofisico, interventi chirurgici, febbre elevata, diete drastiche o carenze nutrizionali, in particolare di ferro, vitamina D, zinco e vitamine del gruppo B.

Nelle donne assumono particolare importanza gli squilibri ormonali, come quelli che possono verificarsi dopo la gravidanza, durante la menopausa o in presenza di alterazioni della funzionalità tiroidea.

Anche alcune patologie del cuoio capelluto, come dermatite seborroica, psoriasi o follicolite, possono contribuire a compromettere la salute dei follicoli.

Uomo e donna: la caduta non si manifesta allo stesso modo

Sebbene le cause possano essere simili, la perdita dei capelli presenta caratteristiche differenti nei due sessi.

Negli uomini il primo segnale è spesso l’arretramento dell’attaccatura frontale o il diradamento della zona del vertice (chierica), con una progressione generalmente prevedibile nel tempo.

Nelle donne, invece, è più frequente osservare un diradamento diffuso, caratterizzato da una riduzione della densità soprattutto nella parte superiore del capo e da un progressivo allargamento della riga centrale, mentre l’attaccatura tende a rimanere conservata.

Comprendere il tipo di caduta è fondamentale per impostare il trattamento più appropriato.

Quando fare una visita tricologica?

Molte persone aspettano mesi, o addirittura anni, prima di rivolgersi a uno specialista, sperando che il problema si risolva spontaneamente. In realtà, quando si parla di perdita di capelli, il tempo è un fattore determinante.

Se il follicolo è ancora vitale, anche se produce capelli sottili e miniaturizzati, è spesso possibile intervenire con trattamenti medici mirati per migliorarne l’attività. Quando invece il follicolo si atrofizza completamente, l’unica soluzione definitiva può diventare il trapianto di capelli.

Per questo motivo è consigliabile richiedere una visita tricologica già ai primi segnali di assottigliamento o diradamento. Durante la visita il medico raccoglierà la storia clinica del paziente, esaminerà il cuoio capelluto e i capelli mediante valutazione specialistica e, quando necessario, potrà richiedere ulteriori accertamenti per individuare le cause della caduta.

Come contrastare la caduta dei capelli

Il trattamento dipende sempre dalla diagnosi. Quando il follicolo è ancora attivo, l’obiettivo è rallentare la progressione della caduta, migliorare la salute del cuoio capelluto e favorire la produzione di capelli più forti e spessi.

Presso Clinic Biorigeneral utilizziamo Protocolli Medici Anti-Caduta che combinano tecnologie di medicina rigenerativa per sostenere l’attività dei follicoli piliferi.

Il primo protocollo abbina carbossiterapia del cuoio capelluto oppure biostimolazione alla terapia fotodinamica con laser a bassa intensità, migliorando la microcircolazione, l’ossigenazione dei tessuti e l’attività follicolare.

Per chi desidera evitare le infiltrazioni con ago è disponibile anche un protocollo con EnerJet, una tecnologia che permette di veicolare principi attivi rigeneranti nel cuoio capelluto senza utilizzare aghi, stimolando la produzione di collagene ed elastina e migliorando la qualità dell’ambiente follicolare.

Questi trattamenti sono indicati sia per uomini che per donne e possono rappresentare un valido supporto nelle fasi iniziali dell’alopecia androgenetica, nella caduta stagionale e in numerose condizioni caratterizzate da assottigliamento dei capelli.

E se la calvizie è già avanzata?

Quando la perdita dei capelli ha ormai determinato l’atrofia dei follicoli, i trattamenti medici possono non essere sufficienti a ripristinare la densità originaria. In questi casi, una volta stabilizzata la progressione della calvizie, il trapianto di capelli può rappresentare la soluzione più efficace per recuperare in modo naturale le aree diradate.

È importante ricordare, però, che il trapianto non sostituisce la terapia medica: le due strategie sono spesso complementari. I trattamenti medici aiutano infatti a preservare i capelli ancora presenti, mentre il trapianto interviene esclusivamente nelle zone dove i follicoli sono ormai definitivamente persi.

Domande frequenti

Quando bisogna preoccuparsi per la caduta dei capelli?

Quando la perdita persiste per diversi mesi, aumenta improvvisamente o si accompagna a diradamento, assottigliamento o arretramento dell’attaccatura.

Quanti capelli è normale perdere ogni giorno?

Generalmente tra 50 e 100 capelli al giorno, come parte del normale ciclo di ricambio.

Lo stress può far cadere i capelli?

Sì. Un forte stress fisico o emotivo può alterare il ciclo di crescita del capello e provocare una caduta temporanea, talvolta anche abbondante.

I capelli assottigliati possono tornare più spessi?

Se i follicoli non sono ancora atrofizzati, trattamenti medici mirati possono migliorare la qualità del capello e rallentare la progressione del diradamento.

Quando è consigliabile una visita tricologica?

Non appena si nota un aumento della caduta, un assottigliamento dei capelli o una riduzione della densità della chioma. Una diagnosi precoce permette spesso di ottenere risultati migliori con trattamenti meno invasivi.

Immagine di Dr. Donato Zizi

Dr. Donato Zizi

Medico Chirurgo con oltre 25 anni di esperienza in Medicina e Chirurgia Estetica. Specialista nel Trapianto Capelli con tecnica FUE. Appassionato di sport, salute e benessere. Imprenditore. Musicista.

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